2.3.06

Personal Jesus

C'è chi agisce inseguendo solamente la soddisfazione dei propri istinti e piaceri e c'è chi si applica con grande diligenza in quelle attività che non stimolano la fantasia. Insomma, c'è chi il lavoro sporco lo sa fare.
Uno di questi è Lovejoy che ieri pomeriggio ha guardato per noi lo Speciale del Tg 5 sul discorso del Premier al Congresso di Washington. Gli diamo il benvenuto , certi che questa non sarà l'ultima ospitata su Sondaggiami.

La parola a Lovejoy:




Da qualche tempo a questa parte, i contenuti sui mass media (televisione in pole position) non contano. Conta la confezione dell'evento mediatico, conta sedurre, affabulare, adescare, imbambolare. Conta apparire in tv per essere e quel che si dice passa in secondo piano: il primato del mezzo e del codice sul messaggio, in definitiva.

Ieri pomeriggio, attorno alle 17 (ora italiana), l'epifania televisiva di Nostro Signore delle Emittenze si è ripetuta, puntuale come il miracolo di San Gennaro. Descriviamo. A Washington (USA), il Congresso (assimilabile, ma non completamente, al Parlamento italiano, ndr) è riunito in seduta plenaria per assistere all'evento.
I fedeli prendono posto tra le fila della sala. Attendono tutti Lui, sta arrivando. Anzi no, eccolo, è lì: attraversa un corridoio, stringe mani a destra e a destra (non è un errore); s'aspetta la Marcuzzi al centro dello studio ma non è a casa sua e quello non è il "Grande Fratello". Fa niente.

Giunge al pulpito, inizia la messa. Da lì parlarono l'avo Alcide, lo zio Giulio, papà Bettino, ma adesso è il Suo turno. In questa liturgia profana i preliminari non esistono e si passa direttamente all'omelia. Che inizia in inglese: gli Stati Uniti d'America sono un grande "cantri" (trascrizione per "country", it. "paese", ndr), hanno liberato l'Italia dal nazifascismo e dal comunismo e così via. Parole già sentite, prevedibili, come accade in una liturgia che si possa ritenere tale. I fedeli americani provano ammirazione per quell'Uomo che uccide la lingua della madre patria britannica peggio di quanto siano essi in grado di fare. Improvvisamente, il miracolo: Nostro Signore delle Emittenze cambia lingua. La prima si è consumata troppo velocemente. La banale liturgia secolare continua e i fedeli seguono la Parola leggendo sui foglietti che, appena entrati, hanno trovato tra i banchi.
Cosa dice Lui a loro e a noi? Nulla, se non delle belle parole nei confronti della "più grande democrazia" (qualcuno obietterà: "Prova tu a dire delle cattiverie con dietro il vice-presidente Cheney che lucida il fucile"), delle ovvietà, forse anche di buon senso, ma che ovvietà restano (Europa e America una faccia, una razza, un Occidente). L'omelia fila liscia fino al nuovo cambio di lingua (per motivi che, a questo punto, già immaginate) e al racconto di un aneddoto-fregnaccia strappalacrime, che non è opportuno riportare in questa sede.

Il rito mediatico si è consumato: Nostro Signore delle Emittenze si libera del bavaglio della par condicio italiana e si rifugia negli Stati Uniti per manifestarsi al mondo e non dire assolutamente nulla.
Da qualche tempo a questa parte, i contenuti non contano ma conta la confezione e conta apparire. Conta il vuoto. Sarebbe bene cominciassimo a soffrire un po' tutti di horror vacui. Ite, missa est.

  • sono rimasto senza parole ...non ho voluto parlarne sul mio blog...proprio per questo .. mi sento offeso che un siffatto individuo ha parlato a mio nome (perchè al congresso è andato come capo del governo )

    By Anonymous Raffaele, at 1:06 PM  

  • Well done!
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    By Anonymous Anonimo, at 9:44 AM  

  • By Anonymous Anonimo, at 9:48 AM  

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    By Anonymous Anonimo, at 9:48 AM  

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