15.3.06

Intervista doppia: blogger a confronto

Pietrangelo Buttafuoco ha anticipato il duello Berlusconi-Prodi con una dichiarazione : "l'obiettività mi annoia", ma siccome noi non abbiamo la fortuna di chiamarci Pietrangelo Buttafuoco, abbiamo deciso di rivolgerci a due blogger politicamente schierati, ma acuti, critici e obiettivi, per avere il loro parere sul faccia a faccia che si è svolto ieri sera. Con grande gentilezza e disponibilità hanno acconsentito alla nostra richiesta e non possiamo che dirci soddisfatti.

Ringraziamo Chris e Francesco per aver partecipato.


Qual è la vostra opinione sulle regole di questo confronto?

Chris: Bonvi. Grande fumettista bolognese degli anni 80.Passato nell'elite dei "superlativi" con la sua striscia "Sturmtruppen"parodia dell'esercito tedesco nella seconda guerra mondiale. Chi non se la ricorda?(se non ve la ricordate fate ammenda ed andate a comprarvi qualcosa in fumetteria subito) Fra i tanti personaggi di spicco delle sue striscie c'era il grande "Heinz il Galvanizzatoren". Personaggio bizzarro quanto divertente, Heinz tirava su il morale delle truppe tedesche in prima linea dando baionettate nel culo e dando fuoco con un lanciafiamme. Vedendo il confronto di ieri sera pensavo a quanto Heinz sarebbe stato utile per chi si sorbiva di L'amorfa visione del faccia a faccia BERLUSCONI vs PRODI. Indubbiamente sono stato profetico. Prodi sapeva che da un confronto del genere, ingessato, inscatolato e preconfenzionato avrebbe tarpato le ali al Berlusconi comunicatore. E così è stato. Lo studio sembrava la navetta spaziale di Star Trek tant'era anonima. Mi aspettavo Spock da un momento all'altro. Poi vedendo meglio Prodi mi sono detto che in fondo come "extraterrestre" bastava lui. Mimun in mezzo sembrava che stesse assistendo a una partita di tennis. Avrebbero potuto mettere degli orologi come quando si gioca a scacchi, piuttosto che vedere un moderatore così anonimo (per vie di queste regole scellerate). Almeno al DING dell'orologio che passava la parola, si sarebbe svegliato qualcuno. In panchina due giornalisti inesistenti come i loro giornali (tra l'altro tutti e due di sinistra) Sorgi e Napolitano.
Praticamente in questa atmosfera mi attendevo anche E.T., che con il suo "telefono casa"....li mandava tutti a casa!

Francesco: Direi che vanno benissimo. Se si voleva dire, si poteva. Infatti i due hanno ripetuto il canovaccio di questa campagna elettorale senza aggiungere sostanzialmente nulla. Il dato in più è fornito dalla prestazione effettivamente fornita. La gestualità di Berlusconi era nervosa, sintetizzata da quella penna sempre in azione sembrava un maestrino con la penna incazzosa, Prodi era tranquillo e professorale, sapeva di che cosa stava parlando: non del paese, ma della sua investitura a premier. Un professore contro un maestro scornato, costretto a inseguire una realtà ribaltata è sembrato la fotocopia di questi tre mesi di prestazioni televisive e mediatiche. "Numeri e ideologia" ha detto ieri sera Ezio Mauro, hanno imbalsamato il linguaggio del premier, dico io, ma questa scelta non è stata dettata dalle regole.


Siete soddisfatti delle domande poste da Napoletano e Sorgi?


Chris: Napoletano e Sorgi sono due mediocri giornalisti con due mediocri giornali di sinistra (molto meglio "il compagno della sera" no?). Che cosa potevamo aspettarci?
Per questo importante confronto mi sarei aspettato giornalisti di ben più calibro che due esseri "nulli" come quelli.

Francesco: Mancavano alcuni temi come i pacs, la situazione irachena, quella mediorientale, intendendo per essa il nuovo scenario israelo-palestinese, il rapporto con Europa e Usa, la questione Chiesa-Stato ... ma in un ora e un quarto non si poteva pretendere una narrazione esaustiva.

Sappiamo che alcune importanti questioni non sono state trattate.
Quale domanda avreste posto?

Chris: Sono mancate parecchie domande importanti, ma soprattutto i temi mancanti sono stati la politica estera e l'assenza completa dell'Italia del 2006.

Francesco: Avrei chiesto a entrambi come intendono muoversi nei confronti dell'attuale dirigenza palestinese divisa tra un parlamento costituito a maggioranza da Hamas e l'autorità palestinese ancora nelle mani dell'Olp. E poi, se non è arrivato il momento di smetterla di contnuare a parlare di ggiovani come se questi fossero solo i trentenni e non anche i quarantenni e i cinquantenni, ancora preparatissimi, ma delusi da vent'anni di follie del mercato del lavoro e del sistema economico italiano (questa è pro domo mea).

Molti hanno definito questo faccia a faccia noioso e frigido.
Le vostre impressioni?


Chris: E' mancata una spiegazione su quello che realmente andranno a fare in concreto. I due contendenti non hanno fatto altro che battibeccare.

Francesco: In realtà il faccia a faccia ha mostrato due diversi modi di intendere la politica che sarebbero emersi anche se si fosse trascesi nella rissa. Come immaginavo, la stampa di destra e anche quella più succube della cultura televisonaria (tra le due il nesso politico non è detto che si traduca in un'adesione ideologica a questo o all'altro schieramento) critica le regole per criticare Prodi e la sua cultura politica, l'altra ritiene di essere soddisfatta per l'andamento complessivo del dibattito perché nel campo prediletto del premier questo non ha ottenuto il risultato sperato: nemmeno uno slogan del premier ha brillato per freschezza e spontaneità.

Qual è stato il momento più alto per Berlusconi durante la serata?

Chris: Quando ha tanato Prodi sui conti pubblici. Proprio ieri l'Ecofin dava l'assenso ai conti dello stato con parole di elogio per il governo vigente sulla finanziaria.

Francesco: All'inizio perché le attese centrate su di lui erano molto alte. E' lui il deus ex machina del potere mediatico italiano, non Prodi; poi la scena si è squagliata in un difensivismo esasperato che non poteva che concludersi con l'appello ideologico frusto e inspiegabile ad un osservatore europeo o anche disincantato. Non c'è stato il guizzo che ci si aspettava da un teatrante come lui.
L'indeciso o l'elettore di destra supposto ancora dormiente, ormai, dopo tre mesi di campagna elettorale, per sentirsi attratto da quella sequela di richiami alla libertà o è sordo dalla nascita o è un imbecille patentato. Prodi non fornisce quegli elementi di paura e neanche di instabilità, almeno non in misura maggiore di quelli forniti da una coalizione che ha cambiato 15 ministri in cinque anni. E' possibile che quei richiami ideologici invece abbiano suscitato l'irritazione di un elettore, ma soprattutto di un'elettrice di sinistra. Il premier non ha sfoderato neanche il suo machismo elementare per riscuotere l'affettività residua di qualche casalinga disperata.

E quale il momento in cui si è trovato in maggior difficoltà?

Chris: Sicuramente il momento più basso del Cavaliere è stato verso la fine dove poteva evitare di esprimere il suo dissenso per le regole del faccia a faccia (anche se si vedeva benissimo che era proprio un pesce fuor d'acqua).

Francesco: Quasi subito, non appena ha dovuto rispondere con puntualità alle domande dei giornalisti o replicare alle istanze di Prodi che parlavano di domani e non dell'altro ieri. Si è parlato solo del programma dell'Unione. Si sono capovolte le condizioni del 2001.


Le due domande valgono per Prodi.

Chris: Prodi sembrava che fosse arrivato adesso e che non facesse parte della nostra classe dirigente da almeno 30 anni. Bisogna che qualcuno gli spieghi che a linceziare i dipendenti all'IRI, non è stato pinocchio. O forse si? Non ha saputo spiegare come fare i 5 punti del costo del lavoro (impossibili da fare per via di rifondazione e i sindacati). Meraviglioso Prodi sull'immigrazione:"gli immigrati non arrivano solo perchè c'è mare mosso". Meraviglioso. Arrivare a sperare che arrivi bonaccia per prender qualche voto in più lo trovo veramente raccapricciante. Ma in fondo ridiamoci su.

Francesco: Prodi dà sempre l'impressione di partire lento perchè dalla pratica del mezzo televisivo fondamentalmente è avulso, come la maggior parte dei leaders europei che stanno alle regole del gioco ma non ne sono succubi: perché hanno relazioni, partiti, storia.
La politica si compone di elementi diversi dal desiderio di stupire e al tempo stesso di distrarre l'ascoltatore. Per Prodi davanti a sé ci sono sempre elettori e non ascoltatori. Prodi non entra in campo deciso come si dovrebbe, perché non si lascia avvolgere dalla filosofia televisionaria che prevede come conditio sine qua non l'adesione al mezzo: la battuta facile ed espressionistica (ma la migliore e unica del match l'ha fatta lui suggerendo al premier il nome di Garibaldi come termine ad quo dei ritardi del sitema paese), non è il mezzo della sua comunicazione come lo è in massimo grado per Fini (sempre più vanesio e presuntuoso) e il suo sub-comandante Berlusconi. Eppure Prodi, seppur non accenni mai nessun situazionismo (come lo spaesaemento dell'ascoltatore per incantarlo con l'aggressione della novità) ieri ha usato, vincendo, la fiction: si è proposto come il presidente del consiglio in fieri, costringendo il premier ad assolvere al ruolo di capo dell'opposizione.

Chi vi è sembrato, complessivamente, più a suo agio?

Chris: Berlusconi in un atmosfera così preconfezionata si vedeva che non era a proprio agio. Un grande comunicatore come lui ha compiuto errori imperdonabili causa l'ambiente a lui assolutamente ostile. Troppo spesso ha tamburellato con la penna, spesso ha spostato le mani in avanti dal corpo, gesto che spesso tende a distrarre chi ascolta. . In più sul passaggio del conflitto di interessi si è toccato il naso (TANA!) segno di nervosismo e di non sincerità. Interessante notare come ad ogni sua affermazione ne corrispondeva una scritta su un foglio davanti a lui come a rimarcare e a sottolineare le sue parole, indubbiamente ottima scelta.

Francesco: Prodi ha condotto una campagna elelettorale che ieri ha pagato: il programma dell'Unione è stato ed è lo specchietto per le allodole, non perché sia irrealizzabile, ma perché grazie ad esso Prodi ha mandato un messaggio subliminale al paese e all'elettorato: "sedetevi e parliamo". Ieri si è seduto e ha continuato a farlo, semplicemente.

I clichés del Cavaliere seduttore e del grigio professore sono stati ribaltati?

Chris: Prodi sembrava uno venuto giù dalla montagna con la piena di un fiume. Troppo a gesticolare, distraeva troppo spesso lo spettatore, ed invece di un sorriso ha mostrato per tutto il tempo una paresi facciale. Per il suo linguaggio da scaricatore di porto direi di poter sorvolare. E' vero che il bravo professore si fa capire da tutti, ma così però mi pare esagerato.

Francesco: No, è che sembrerebbe i primi essere morti e sepolti da tempo, mente i secondi non dare più fastidio.

Il premier ha citato dati precisi e concreti. Siete dell'avviso che questo approccio possa convincere un indeciso? Come vi siete sentiti?

Chris:
Berlusconi, oltre a sentirsi contratto (e questa cosa è passata in maniera palese) ha dato troppi numeri. Doveva ad un certo punto stare anche un pò sui punti cardine e sostanziali senza per forza dare dei dati.

Francesco: Non sono in grado di rispondere. Nessuno lo è, credo. Anche Prodi ha citato dati precisi annullando però lo sfoggio di pappardella professorale e affibbiandolo al suo avversario ... Personalmente ho ascoltato. In attesa di sentirmi meglio rappresentato da Prodi e Prodi ci è riuscito bene. Non vorrei che ci dimenticassimo anche dei cosiddetti decisi, anche loro ieri erano davanti alla tv. Onestamente non credo che i dibattiti televisivi spostino un granché. Destra e sinistra esistono nelle cose: semmai è un peccato che in Italia siano conciate in questo modo. La televisione non aiuterà nessun processo di aggregazione ulteriore o di miglioramento e chiarificazione programmatica dentro e fuori di loro. Però sono opzioni concrete al di là dei peana ideologici o degli slogan dei politici.


Prodi ha puntato su concetti immediati come 'serietà ' e 'semplicità'.
E' un approccio vincente?


Chris: Il Tema vero non è tanto il fatto che alla fine, purtroppo, vincerà il centro sinistra, ma quanto tempo il centrosinistra riuscirà a governare causa le divisioni interne alla sua coalizione.


Francesco: Si vedrà il 10 aprile.

Gli argomenti vi sono sembrati ripetitivi?

Chris: Come ho scritto sul mio blog ieri mattina il confronto è stato talmente inutile, triste e noioso che a mio parere si è addormentata mezza Italia

Francesco: Meno male che la politica è ripetitiva: pensa se ogni giorno saltasse fuori un problema nuovo, magari inventato dal regista. E' la cultura del serial televisivo quella che chiede sempre colpi di scena, ma i colpi di scena distraggono dal quadro generale e fanno perdere di vista la trama essenziale.

A quale tipo di elettorato si sono essenzialmente rivolti?

Chris: Si sono ovviamente rivolti al loro elettorato, che domande. E tutti e due da grandissimi pirla.

Francesco: Berlusconi non ha elettorato, ma ascoltatori indecisi se acquistare il prodotto. A furia di ripetere le magnificenze del suo, dopo aver dimostrato di avere qualche problema di vendita ora sembra di averne anche di packaging se si innervosisce per regole e materia di discussione. Se ci si mette anche il marketing a disturbarlo, perché non riesce mai a comunicare le progressive sorti del suo operato, altro non gli resta da fare se non che continuare fino allo sfinimento, sperando che qualcuno gli stipuli un contratto come quello che l'Ibm stipulò con Microsoft, agli albori di quest'ultima. Ibm (informatica), vicina al fallimento, qualche mese fa è stata venduta ai cinesi mentre Microsoft è diventata quasi monopolista.
Prodi ha parlato a chi ancora non si vuole sentir dire che le cose vanno male. Non credo che abbia parlato agli indecisi, a meno che egli non pensi che agli indecisi faccia difetto questa ammissione di realtà. E' stato ottimista e ha concluso persino parlando di "felicità", termine laico e rivoluzionario per eccellenza. Ha usato la parola futuro spesse volte e abbastanza presto. Per sentirla pronunciare dal premier abbiamo aspettato un'ora di dibattito.

Chi ritenete, complessivamente, il più coerente?

Chris: Bisogna che qualcuno spieghi a Prodi che a licenziare i dipendenti all'IRI, non è stato pinocchio. O forse si? Non ha saputo spiegare come fare i 5 punti del costo del lavoro (impossibili da fare per via di rifondazione e i sindacati). si è dimenticato che per 5 anni lui e la sua coalizione non hanno fatto altro che sputare addosso al Cavaliere . Ancora più terrorizzante Prodi sul conflitto di interessi:"Il Cavaliere di dimentica che sarò io al governo e che deciderò io sul conflitto di interessi" cos'è una minaccia? Fantastico sulle tasse:"Non è vero come dice Berlusconi che introdurremo più tasse , si andrà a fare azione sulla robustezza delle spalle". Come dire:" non mi va di salutarti. Ciao come va?". Pazzesco. Lui che con il suo governo ha inventato i Co.Co.Co. e istituito l'IRAP tassa folle per le imprese. Lui che vuole tassare le rendite finanziarie portando la tassa al 20% inducendo così milioni di italiani a disinvestire. Lui che vuole riproporre la tassa di successione. Lui che vuole rivedere gli estimi catastali per fare pagare di più ai giovani. Ecco dove troverà i soldi per il cuneo fiscale. Dalle nostre tasche.

Francesco: Dipende: con la propria gestione dell'immagine, direi entrambi. Con il proprio background politico istituzionale, Prodi ha fatto passi avanti, Berlusconi è rimasto fermo.


Chi vi è sembrato comunicativamente più brillante?

Chris: Berlusconi è sicuramente più smaliziato è più bravo di Prodi ed indubbiamente è risultato (a mio parere) meno noioso da ascoltare.

Francesco: A Berlusconi siamo più abituati, a Prodi meno. Il premier ha dovuto fare un certo sforzo per uscire dalle corde quindi è stato più bravo di Prodi.


Come giudicate gli appelli finali dei due candidati?

Chris: Ieri sera c'è stato un Berlusconi con il pallottoliere e fuori come un pesce fuor d'acqua ed un Mortadellone che come al solito dava un immagine dell'Italia sognante di un Italia che deve ripartire, tutta compatta ed insieme con la sua solita parolina magica: "bisogna" senza un minimo di concretezza.Il problema è che grattando quel "bisogna" sotto ci trovi "tasse".

Francesco: Conclusioni logiche rispetto al resto del dibattito.

Secondo voi questo faccia-a-faccia riuscirà a spostare qualche voto?

Chris: Non ci saranno grossi spostamenti di voti quel 4% a mio parere rimarrà bello stabile.

Francesco:Non ne ho la più pallida idea. A giudicare dai sondaggi a caldo sembrerebbe di no.


E infine: chi, a vostro avviso, ha vinto questo primo confronto?

Chris:Non ha vinto nessuno se non la mia consapevolezza di quanto Prodi sia un essere inutile (ed avendo di fianco Berlusconi è tutto dire) e come già espresso ieri sul mio blog prima del confronto un faccia faccia preconfezionato in questo modo penalizzava le doti comunicative del Cavaliere e quindi per Prodi sarebbe stato tutto più semplice come è stato.

Francesco:
Prodi: 2 a 0. Ha vinto l'outsider e senza calci di rigore.

  • Ladri! Mi avete rubato l'idea, alcune domande, e persino uno dei blogger da intervistare!

    COMUNISTI!

    (scherzo)

    By Blogger FulviaLeopardi, at 5:24 PM  

  • Esatto Comunisti!!!!!(chi volevi intervistare?)

    By Blogger Chris, at 5:40 PM  

  • Grazie, eh silvia.

    A presto.

    By Blogger insolitacommedia, at 6:41 PM  

  • Ops, non sapevo che La Stampa di Torino fosse un quotidiano di sinistra!
    Sarà dura spiegarlo a tutti i piemontesi che lo comprano.

    By Blogger Ed, at 9:22 PM  

  • ahaha... Ed, buono a sapersi. se capita qualche piemontese di centrodestra all'oscuro della verità gli piglia un colpo.

    By Blogger Undine, at 9:28 AM  

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